Negli anni ’80 imperavano ancora i telefoni fissi plastificati e una banda nutrita di arrampicatori, alcuni cresciuti in seno alle sezioni CAI, altri meno e appartenenti alla diaspora dell’arrampicata sportiva (ripugnata fortemente dalla barbe pizzute del sodalizio), chioda e risolve tutte le linee più belle e importanti della falesia. Il livello massimo espresso si assestava sul 7a e per come si articolano le pareti di Falcioni era il grado giusto per gli ultimi problemi da risolvere. Le vie che considero più difficili Popeye e Katmandù ricordano quel periodo fantastico di ascesa al livello 7. Vanno fatte e liberate per capire quanto quella generazione sognava in grande. Ma veniamo all’epoca dei cellulari e degli sms. Senza non poche critiche richiodo a fix tutti i tiri che reputo vicini allo stile del periodo. Siamo negli anni ’90. Alcuni rimangono pressoché immutati altri vengono rettificati ma mantengono lo stesso stile. Quando richiodo una vecchia via rimetto il fix sempre là dove ci stava uno spit, un chiodo o un cavetto consapevole che l’ingaggio è parte fondamentale del fascino di certi tiri. Passano altri 20 anni e un nuovo progetto di richiodatura, questa volta guidato dalle scuole di alpinismo e arrampicata libera delle sezioni CAI locali, rimette mano a gran parte dei tiri del primo settore ora completamente resinato a golfari INOX. Ovviamente le vie vengono ancora una volta rettificate e dove possibile allungate.
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