Che dono particolare, ma non riuscivo a manifestare la gioia tale era l’imbarazzo per quella situazione di disagio che secondo me viveva il Signore delle grotte tale Antonino. Un giorno, credo il successivo, ai primi tiri aperti, salii da Pablo da solo e mi scusai con Antonino, lui con quegli occhi enormi carichi di entusiasmo e piacere disse ”Biddo io ho scelto di stare qui così, nessuno mi obbliga stai bene vivi, vivi questa ora!“ Chiodando per anni ho avuto problemi con i proprietari dei terreni a volte con le istituzioni e ammetto ero un po’ stanco, le parole di Antonino mi hanno dato, sì lo dico, coraggio.
Si siamo pronti, pronti per la grande festa e ci sarà anche Antonino che per l’occasione ha risistemato un po’ il grottino e preparato un tavolo per le leccornie tutte Palermitane.
L’indomani………..piovve come non era mai successo a Palermo. Il settore ormai nominato Pablo in onore del ragazzo visionario era lì che se la rideva contento delle colate di acqua che gli accarezzavano quella lucida pelle di roccia.
Dopo un bel po’ sono tornato in Sicilia ma non per Pablo altre pareti con avvicinamenti inversamente proporzionali mi avevano conquistato, quelle di Mezzogiorno di Pietra. Il settore dopo i primi entusiasmi era stato abbandonato, neppur la comparsa su una guida blasonata ne aveva ridestato l’interesse, Antonino non c’era più, forse trasferito in un'altra grotta magari con vista mare. Molti dei gruppi che non sto qui ad elencare, lo sanno loro, avevano lasciato chi la disciplina e chi l’isola, Igna è ancora lì, lo amo anche per questo. Fabrice che ha lottato non è riuscito a superare quel passaggio estremo ma è lì tra quei colori tra quelle forme e con la passione che noi tutti conosciamo.
Pablo è tutto questo ed ora che fortunatamente ha avuto un'altra gioventù, spero che sia meta di ogni climber viaggiante, Pablo roccia eterna in una città viva. Ciao Pablo
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